versi spagnoli (II)

Lasciami i rossi astri!
le esperidi sonore,
e tutti gli incerti sogni
pugnali dell’Aurora!

Lasciami la luce!
avanzata dal martirio dell’alba,
la più interna rosa della rosea luna

La parola dei pozzi bianchi,
dal profondo e sacro sonno,
l’anima del legno, lasciami!
i baci dell’ottone!

Il borgo, immota nave,
e tutto un patio silenzioso,
l’irta erba lasciami!

E avanzerò nei corridoi aperti
pozzanghere e colonne, a me,
architravi coscienziose, salve!
e voi capitelli bambini;

Avanzerò nella viva piazza
nella periferia dell’oggi,
più che circondato d’occhi,
comunque qualcuno avanza;

Le rosee lune e gli astri rossi
chiudano i tuoi secoli percorsi
lettore lacrimoso d’ambra.

I giorni sono tondi, l’acqua cresce,
ruotano tutti in simboli profondi,
ma tu piangi, mi rincresce.

Nicola Fleming

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