impressioni di Piter

accanto a Neva indorato
si rivela un sogno,
nel gelo grigio dei ponti divelti
verso la pancia del cielo,
Piter sa dove comincia
il suo giorno.
e l’alba in anticipo
ci corre incontro,
i ragazzi uscenti
in calzoni da nuvole
per tornare alla vita,
gli ultimi uomini barbuti
sulle panchine bevendo
a Mayakovskaya.
ho lasciato a casa il cappello
e la mia disperazione,
la bella volpe baltica
mi si insinua intorno
al naso e alla bocca.
ponimi ancora il tuo assedio tu,
mia devotchka.
di gemme verdi e fumo di Kent
riempimi il viso.
riporta alla mia finestra
il suo sole, ancora.
io sono stato partigiano
un solo giorno, sono stato ucciso
vivendo. non lasciarmi
con la bomba in mano
e la palpebra asciutta.
il ponte è ancora teso
come un arco nel cielo.
come uno straccio vecchio
spazza le stelle il vento.
ed io come Piter non so
dove riposa il mattino.

 

banditosenzaluna

 

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