spoons

 

 

non è stato bello da parte tua
andartene così,
con la sigaretta sul vassoio
ancora a metà – e se la fumerà
il vento – non tanto per il preavviso,
è una tua decisione, perbacco,
ma per la fretta, che senso vuoi che abbia
uscire di scena nel silenzio,
lontano dagli sguardi dei paganti,
rinunciare agli applausi..
no, non è stato bello, consentimelo,
nei miei confronti oltremodo,
e dire che noi due ne abbiamo avute
e ne abbiamo viste di cose
e condivise di ore, di caffè annacquati
e musica country, d’accordo
restiamo positivi come dicevi,
con la pistola scarica sotto il cuscino,
freghiamocene delle medicine
e dell’insonnia, del mondo che sta fuori,
tanto ad unirci ci sarà sempre
quel nome a caratteri grandi
tatuato sul suo collo lunare.
e comunque, consentimi anche questo,
avremmo tutti preferito un altro modo,
e ci vorrà un po’ di tempo
per disfarci della tua essenzialità
e insieme alle tue cose, del tuo amore.

 

 

e adesso a quale tavolo barerai,
e quale fusto spoglieranno
i tuoi pallidi occhi minuscoli,
sono certa che di assi nella manica ne hai
quanti ne vuoi, e pagherei per vederti
con la bocca a serramanico

papà è fuori per lavoro, mamma è di là in salotto,
il cane è fuori a far la guardia alla sua palla
e se ne infischia dei cervi e delle lucciole,
e Jack è sempre chiuso in bagno
a far la guerra ai germi come pensa lei
tutto fila liscia oppure no,
noi il tempo lo lasciamo passare,

lei, oh lei è quella di sempre,
non so davvero che persona sia oggi,
potrei parlarti di ieri, di domani forse,
per lei il tempo corre in fretta,

lui invece non chiama da qualche giorno,
sarà seduto come sempre alla sua sedia,
col pacchetto di Marlboro nascosto nel taschino,
tutto intento a non farsi beccare
da quella vecchia spia polacca o di ovunque cavolo sia,
anche lui in qualche modo il suo tempo
cerca di farlo passare,
e so che non finiresti mai di ringraziarlo
per averti piantata,

ci manchi, questo è chiaro,
e io davvero non so da dove cominciare,
faccio sedici dollari l’ora per otto ore al giorno,
la sera torno a casa e non ho tempo per mangiare,
mi infilo a letto presto e, non ci crederai,
ogni tanto prego, ma questo lei non lo saprà mai,
non gliela darò mai vinta,

e il tempo a dirla tutta non mi passa più,
senza te che mi bacchetti accanto,
senza lui che mi racconta le sue storie
con quel suo strambo accento Dago
che imitavi bene

il tempo a dire il vero non lo conto più,
e vorrei davvero sapere
se stai barando anche con me adesso.

 

banditosenzaluna