mon dieu

eccoti qui, che bello,
eccoti qui
io come sto, mi dici?
tu come stai, mio amico?
allora?
tu, come hai visto, l’hai detto
e l’hai fatto, amico,
ok

e non ci sei più, bel fiore,
non ci sei più seduto
lì accanto a me
su questa strada che non merita
giudizi, piena di occhi
che non hanno colori
tu, sì,

tu ieri dicevi tante cose
e ora che fai? ora mi vedi?
ora mi vedi qui che precipito, sì,
su questi piedi che non sono
più i miei,
e questa gente che passa e
che ride, e non mi sembra normale
per niente
io? beh, io è così

– la neve non si può vedere
eppure è gelo, la sento solo io
come la sentivi tu –
merda

la gente, dicevo, non mi sembra
niente di che, questa gente
e questa bocca più grande, ora,
questa bocca più schifa
che sputa tutto il mio vomito,
e che vi sembra
oscena e terribile,
come osceno vi sembro io
che ci suono, parararaaaa…
questa bocca
vi odia, gente, e ve lo dice
(mon dieu! mon dieu! mon dieu!
laissez-le-moi
encore un peu, mon dieu!)
e nel frattempo che parla ti cerco,
ti cerco qui,
sulla solita pietra,

e penso alla terra bagnata
alla terra sbagliata
al paradiso sbagliato
nel paradiso di croci
che non volevamo
(tu hai lasciato un po’ di cose
a casa mia, d’altronde,
la mia casa è di tutti –
cenere alla cenere,
come diceva quel tipo,
o quell’altro più bello, sì)

e io ti vorrei qui,
ancora qui per dirti che ti amo,
sei mesi, tre mesi, due mesi,
per dirtelo ancora,
cristo

ci sono stati giorni come notti,
e ore che non volevano andare,
ci sono stati pianti e grida,
ci sono state
ferite
demoni e fantasmi che conoscevi
si sono presi ogni cosa,
scavando ogni vena, e tu lo sapevi,
tu lo sapevi, cristo
che me lo hai detto a fare, eh?
che me lo dicevi a fare,
tutto quel ridicolo rinascere..

parlami adesso, amico,
parlami adesso, bel fiore,
parlami adesso, qui, che ti posso
sentire

riproveremo in qualche modo
lo stesso fastidio, la stessa noia
ci ucciderà, faremo a fette il tempo,
e nelle vene come negli occhi,
saremo uguali, saremo perfetti,
e tu mi guarderai come
mi hai sempre guardato,
ed io sorriderò come ti ho sempre
sorriso, qualche goccia di
splendore a bagnarti la fronte,
le dita su quelle corde,
la mano più veloce del cuore
che mi scoppia adesso, dove sarai,
dove sarò, amico mio? mio dio,
alla fine di tutto,
dove sarò?

non sono mie parole queste, che credi,
almeno non più, non sono parole
più verdi, né rosse,
né blu,
a nera, e bianca, i rossa,
io sono Verlaine, e tu chi?
tu sei chi mi spara, e stai attento!

ma parlami adesso se puoi,
parlami ora
che non ne ho più,
io non ne ho più,
non ne ho più di parole

ci sono state notti come anni,
e ore che non volevano arrivare,
ci sono state lotte e grida,
e sangue rancido
ed io ti troverò, dovessi arrivare
in capo al mondo, ti troverò, ah!
com’è vero che ti ho amato
e che mi hai amato

(passerò tutte le notte a cercarti,
noi can’i mannira queste cose
le sappiamo)

e ci berremo la notte, in un sorso,
come dicevi di fare,
ce la berremo tutta, sì,
a grandi sorsi o in pietra,
come vuoi tu

mio dio! mio dio! mio dio!
però parlami, amico mio,
ti prego, puoi parlarmi se vuoi
io non ti chiedo niente, così,
se non vuoi o non puoi,
non ti chiedo niente di più
perché ci sono state notti, sai,
ci sono state notti che..

(ma lasciamelo dire almeno ancora
un po’, mio dio,
lasciamelo per solamente
un altro mese, adesso..)

lasciamelo dire che lo amo,
perché adesso, adesso
io non ne posso
più, e non ne posso
davvero più..

ed io ti voglio ancora, sì,
e lo vedi amico mio,
lo vedi che ti sto pensando
che ti sto parlando,
e allora dimmela una parola,
soltanto una,
dimmela, adesso
mio dio! mio dio! mio dio!
a me,
dimmela a me
che non mi voglio,
non devo,
non mi posso
svegliare..

 

banditosenzaluna

Advertisements